La Legge di Bilancio 2024 ha introdotto una nuova misura che consente alle imprese di regolarizzare le rimanenze di magazzino, adeguandole alla giacenza effettiva al 30 settembre 2023. Sono state finalmente fornite le istruzioni operative, attraverso il Decreto Ministeriale del 24 giugno 2024, che ha definito i coefficienti di maggiorazione per determinare le imposte dovute, e la Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate del 17 giugno 2024, n. 30, che ha invece istituito i codici tributo per il versamento delle predette imposte.

In questo articolo, ci concentriamo pertanto sugli aspetti pratici della regolarizzazione del magazzino.

 

Chi può regolarizzare il magazzino?

La regolarizzazione è rivolta agli esercenti attività d’impresa che non adottano i principi contabili internazionali (OIC adopter). Possono essere regolarizzate le rimanenze di:

 

  • Beni destinati alla produzione o allo scambio;
  • Materie prime, semilavorati e altri beni mobili non strumentali.

Sono escluse le rimanenze relative a commesse infrannuali e a opere, forniture e servizi di durata ultrannuale.

 

Come effettuare la regolarizzazione del magazzino?

L’adesione alla regolarizzazione va indicata nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in corso al 30 settembre 2023 (2023 per i soggetti solari). La procedura prevede la compilazione della sezione XXVII del quadro RQ del modello REDDITI 2024.

 

Modalità di regolarizzazione del magazzino: eliminazione o iscrizione delle rimanenze

La regolarizzazione del magazzino per l’esercizio 2023 può avvenire attraverso due modalità:

  1. Eliminazione delle esistenze in eccesso: se le rimanenze risultano superiori a quelle effettive, è possibile eliminarle, ma ciò comporta il versamento dell’IVA e di un’imposta sostitutiva dell’IRPEF, dell’IRES e dell’IRAP. L’imposta sostitutiva è calcolata applicando l’aliquota del 18% alla differenza tra il valore delle rimanenze eliminate, maggiorato secondo i coefficienti stabiliti dal DM 24 giugno 2024, e il loro valore effettivo.
  2. Iscrizione di esistenze omesse: se sono state omesse delle rimanenze, è possibile iscriverle, versando in questo caso solo l’imposta sostitutiva del 18%, calcolata sul valore delle rimanenze iscritte.

Calcolo e versamento delle imposte

Coefficienti di maggiorazione

Per determinare l’ammontare delle imposte dovute, è necessario applicare i coefficienti di maggiorazione previsti dal DM 24 giugno 2024. Questi coefficienti variano in base al codice ATECO dell’attività svolta e all’ammontare dei ricavi dichiarati nel 2022 e sono suddivisi in tre tabelle, allegate al decreto:

 

  1. Allegato 1: per i contribuenti che nel 2022 (per i soggetti solari) hanno svolto attività economiche per le quali sono stati approvati gli ISA e hanno dichiarato ricavi non superiori a 5.164.569,00 euro;
  2. Allegato 2: per i contribuenti che nel 2022 (per i soggetti solari) hanno svolto attività economiche per le quali sono stati approvati gli ISA e hanno dichiarato ricavi superiori a 5.164.569,00 euro;
  3. Allegato 3: per i contribuenti che nel 2022 (per i soggetti solari) hanno svolto attività economiche per le quali non sono stati approvati gli ISA. In questo caso, il coefficiente è unico per tutte le attività (1,45).

 

IVA dovuta

Per determinare l’IVA dovuta in caso di eliminazione delle esistenze in eccesso, si moltiplica il valore delle rimanenze eliminate per il coefficiente di maggiorazione corrispondente (l’ammontare risultante va riportato al rigo RQ110 colonna 1) e per l’aliquota media IVA del 2023 (rigo RQ110 colonna 2).

L’IVA a debito risultante va infine riportata al rigo RQ110 colonna 3 del modello REDDITI.

 

Imposta sostitutiva

L’imposta sostitutiva, invece, si calcola applicando l’aliquota del 18% alla differenza (rigo RQ111 colonna 3) tra il valore delle rimanenze eliminate maggiorato secondo il coefficiente (rigo RQ111 colonna 1) e il loro valore effettivo (rigo RQ111 colonna 2).

L’imposta risultante va quindi indicata al rigo RQ111 colonna 4.

È importante sottolineare che l’imposta sostitutiva non è deducibile dalle imposte sui redditi e dall’IRAP.

Andrebbe confermato che anche l’IVA dovuta per l’adeguamento sia indeducibile, come è avvenuto in occasione della regolarizzazione precedente, ex. C.M. 01/06/2000 n. 115/E.

 

Scadenze e modalità di versamento imposte per regolarizzazione del magazzino

Il versamento delle imposte può essere effettuato con il modello F24 in due rate di pari importo:

  • Prima rata: entro il 1° luglio 2024 (o 31 luglio con maggiorazione dello 0,4%) per i soggetti solari.
  • Seconda rata: entro il 2 dicembre 2024, scadenza di versamento del secondo acconto per le imposte sui redditi, per i soggetti solari.

 

È possibile beneficiare di una proroga fino al 31 luglio 2024 (senza maggiorazione) o al 30 agosto 2024 (con maggiorazione dello 0,4%), se si rispettano le condizioni previste dall’art. 37 del DLgs. 12 febbraio 2024, n. 13.

In caso di mancato pagamento delle imposte dovute nei termini previsti, è possibile avvalersi del ravvedimento operoso, secondo le disposizioni generali.

In assenza di regolarizzazione, somme insolute, relativi interessi e sanzioni saranno iscritti a ruolo a titolo definitivo, avviando le consuete procedure di riscossione.

 

Codici tributo per il versamento

Il versamento delle imposte avviene tramite modello F24, utilizzando i codici tributo istituiti dalla risoluzione dell’Agenzia delle Entrate del 17 giugno 2024, n. 30.

Per adeguamento per eliminazione delle esistenze iniziali dei beni:

  • 1732 IVA – – articolo 1, comma 80, lettera a), Legge 30 dicembre 2023, n. 213
  • 1733 Imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e IRAP – articolo 1, comma 80, lettera b), Legge 30 dicembre 2023, n. 213

Per adeguamento per esistenze iniziali omesse dei beni:

  • 1734 Imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e IRAP – articolo 1, comma 81, Legge 30 dicembre 2023, n. 213
  • 1736 Imposta sostitutiva IRES e IRAP – articolo 1, comma 81, Legge 30 dicembre 2023, n. 213

Per adeguamento per eliminazione delle esistenze iniziali dei beni:

  • 1735 Imposta sostitutiva IRES e IRAP – articolo 1, comma 80, lettera b), Legge 30 dicembre 2023, n. 213

 

I codici andranno inseriti nella sezione Erario del modello F24, con indicazione dell’anno di imposta a cui si riferisce il versamento e il numero della rata oggetto del versamento (formato “NNRR” dove NN corrisponde al numero della rata che si intende versare e RR al numero totale delle rate previste).

 

Effetti della regolarizzazione del magazzino

La regolarizzazione del magazzino offre alle imprese un’opportunità per allineare le proprie scritture contabili alla realtà delle giacenze, evitando così future contestazioni e sanzioni.

Inoltre, la regolarizzazione non comporta sanzioni e non ha effetto su controlli e accertamenti precedenti al 1° gennaio 2024.

I valori delle rimanenze risultanti dall’adeguamento sono riconosciuti ai fini civilistici e fiscali a partire dal periodo d’imposta in corso al 30 settembre 2023 e non possono essere utilizzati ai fini dell’accertamento relativo a periodi d’imposta antecedenti a quello di riferimento.