In vista della prossima riforma fiscale, parte integrante di un vasto piano di modernizzazione e semplificazione del sistema tributario italiano, si annunciano importanti novità per la riscossione delle cartelle esattoriali. Queste rappresentano un notevole onere per il sistema fiscale, con un debito arretrato di 1.206,6 miliardi di euro, che deve essere ridimensionato con urgenza.
La riforma punta a facilitare il pagamento dei debiti per i contribuenti e si concentra sulla riscossione dei crediti effettivamente esigibili, alleggerendo il carico amministrativo per gli enti coinvolti.

 

Estensione della Rateizzazione delle cartelle esattoriali

La rateizzazione delle cartelle esattoriali assume un ruolo centrale nella riforma, in quanto tocca direttamente la vita di milioni di contribuenti. Considerando nel 2023 oltre il 50% degli incassi da riscossione è pervenuto da pagamenti dilazionati, l’obiettivo renderli ancora più accessibili.

Per velocizzare le procedure di incasso e offrire soluzioni più eque e sostenibili per i cittadini, la riforma introdurrà quindi l’opzione di estendere la rateizzazione delle cartelle esattoriali fino a 120 rate, equivalenti a 10 anni.
Si tratta di un cambiamento significativo rispetto al limite attuale di 72 rate (6 anni).

Ad oggi, la dilazione in 10 anni è possibile solo dimostrando consistenti difficoltà finanziarie non imputabili al debitore, mentre, con l’entrata in vigore della riforma, questa opzione sarà disponibile con semplice richiesta del contribuente, senza necessità di giustificazione.
Questa modifica si propone di adeguare i piani di rimborso alle reali capacità economiche dei contribuenti, offrendo anche a chi si trova in difficoltà finanziaria la possibilità di regolare la posizione.

Il testo che sarà presentato in Consiglio dei ministri dovrà poi chiarire come il regime di dilazione prolungata si integrerà a quello standard e definire i criteri necessari per aderire al piano decennale.

 

Validità delle cartelle di pagamento

Attualmente, trascorso un anno dalla notifica di una cartella esattoriale, se non si inizia la riscossione, è necessario inviare una nuova notifica per procedere al pignoramento.
La riforma prolungherà questo termine da uno a tre anni.

Il prolungamento del termine di validità delle cartelle notificate da uno a tre anni, concedendo agli agenti preposti un arco temporale più ampio per tentare il recupero dei crediti, consentirà una gestione più flessibile e più efficace del processo di riscossione.

L’obiettivo della modifica è superare le inefficienze del sistema attuale, spostando l’attenzione verso l’utilizzo dell’accertamento esecutivo e valorizzando maggiormente la fase di accertamento rispetto a quella esecutiva.
In sostanza, gli atti emessi dall’Agenzia delle Entrate avranno titolo esecutivo e saranno sufficienti per avviare l’esecuzione forzata, senza necessità di passaggio a ruolo e il contribuente riceverà semplicemente la notifica dell’avvio del procedimento di riscossione da parte dell’ente incaricato.

 

Cancellazione automatica delle cartelle

La nuova riforma fiscale prevede anche la cancellazione automatica delle cartelle esattoriali non riscosse entro cinque anni dall’affidamento delle somme agli enti creditori, un passo avanti verso la razionalizzazione del sistema di riscossione.
Questo approccio si concentra sulla riscossione dei crediti effettivamente recuperabili, alleggerendo il carico amministrativo sia per l’ente che per il contribuente.

Saranno però previste eccezioni: il discarico automatico delle cartelle esattoriali non si applicherà in situazioni di sospensione temporanea della riscossione e in presenza di procedure esecutive o concorsuali in corso. In questi casi, il conteggio dei cinque anni decorrerà dalla fine della sospensione o dalla conclusione delle procedure.
Non sarà applicabile nemmeno per le imprese in crisi che beneficiano di misure di supporto, in questi casi il termine di cinque anni decorrerà dall’estinzione del beneficio concesso.

 

Conclusione

Le importanti novità della riforma delle procedure di riscossione delle cartelle esattoriali si collocano all’interno di un quadro di semplificazione e ottimizzazione del sistema fiscale.
Con l’estensione della rateizzazione a 10 anni e la cancellazione automatica delle cartelle non riscosse entro cinque anni, si mira a un adeguamento del sistema di riscossione rispetto alle realtà economiche contemporanee, per facilitare il pagamento dei debiti fiscali e la gestione del carico amministrativo per enti e contribuenti.