Il trattamento fiscale conseguente alla correzione degli errori contabili è materia oggetto di dubbi e incertezze applicative, soprattutto in seguito alle novità introdotte dal DL 73/2022 (“Semplificazioni fiscali”) e dalla L. 197/2022 (legge di bilancio 2023). Finalmente, a diversi mesi dall’entrata in vigore delle nuove norme, in risposta ad un interpello sull’argomento, l’Agenzia delle Entrate ha fornito i primi chiarimenti pratici rispetto alla corretta procedura per la rilevanza fiscale delle correzioni.

Prima di entrare nel merito dei chiarimenti forniti dall’AdE, rivediamo brevemente le novità introdotte dal Decreto “Semplificazioni Fiscali” 2022 e dalla Legge di Bilancio 2023, ormai in vigore dal 22 giugno 2022 e applicabile a partire dagli esercizi in corso in quella data, ovvero il bilancio 2022 per gli esercizi solari.

 

COS’È UN “ERRORE CONTABILE”

Gli errori contabili sono definiti nel principio OIC29, e in modo analogo nello IAS 8:

Un errore consiste nell’impropria o nella mancata applicazione di un principio contabile se, al momento in cui è stato commesso, le informazioni ed i dati necessari per la sua corretta applicazione erano disponibili. In termini generali, possono verificarsi errori a causa di errori matematici […], erronee interpretazioni di fatti […], negligenze nella raccolta delle informazioni o dei dati disponibili per un corretto trattamento contabile […].

Non rientrano, invece, tra gli “errori” contabili le iscrizioni in bilancio derivanti da stime e dall’applicazione di principi contabili sulla base dei dati realmente disponibili al momento della registrazione, che in seguito si sono scoperti essere diversi.

La categorizzazione degli errori in “rilevanti” e “non rilevanti” determina il metodo di correzione in bilancio, per approfondire queste procedure suggeriamo di leggere l’articolo “Errori contabili e fiscali: quando e come correggerli”.

 

Correzione degli errori contabili per i soggetti che adottano il principio di derivazione rafforzata

Per i soggetti che adottano il principio di derivazione rafforzata — ovvero la quasi totalità dei soggetti che redigono un bilancio, con l’esclusione delle microimprese, imprese individuali e società di persone —, il DL 73/2022 ha semplificato la gestione fiscale delle correzioni degli errori, prevedendo che i componenti di reddito oggetto di correzione abbiano rilevanza fiscale nell’esercizio di imputazione in bilancio.

In questo modo, non è più necessario presentare una dichiarazione fiscale integrativa relativa all’anno in cui era stato commesso l’errore in bilancio.

Successivamente, la L. 197/2022 ha però limitato questa stessa norma alle società che sottopongono il bilancio a revisione legale dei conti. Infatti, come è emerso da Circ. Assonime n. 31 del 19.12.22, la norma intende semplificare la gestione fiscale per le medie e grandi imprese che, in forza di numerosi rapporti commerciali, si trovano spesso a correggere valori di chiusura nell’esercizio successivo, anche di valori irrilevanti, che comporterebbero la regolarizzazione fiscale attraverso la presentazione di dichiarazioni integrative. In questo modo, invece, sarà sufficiente procedere alla correzione in bilancio ed alla rilevazione fiscale del corrispettivo direttamente nell’esercizio di correzione.

 

Chiarimenti Agenzia delle Entrate sulla rilevanza fiscale degli errori contabili – Interpello 73 del 21.03.24

L’interpello in esame si riferisce ad un soggetto che redige il bilancio secondo gli OIC, segue il principio di derivazione rafforzata e sottopone il bilancio a revisione legale, per cui, come abbiamo illustrato, rientra nei soggetti che applicano le disposizioni del DL 73/2022 e della L. 197/2022.

Il soggetto aveva corretto un errore contabile rilevante, consistente nella mancata imputazione di canoni di leasing (componenti negativi di reddito) relativi agli esercizi 2019, 2020 e 2021, nel bilancio 2022. Pertanto, aveva rettificato il saldo degli utili portati a nuovo, come previsto dal documento OIC 29.

Il soggetto ha posto due quesiti distinti all’Agenzia, in merito alla possibilità di:

  1. riconoscere piena rilevanza fiscale alle componenti negative rettificate, esito della correzione degli errori contabili, già nel 2022 (anno della rettifica);
  2. operare nel 2022 un decremento permanente della base ACE (Aiuto per la Crescita Economica, pari alla rettifica del saldo degli utili portati a nuovo.

 

1.      RILEVANZA FISCALE DELLE COMPONENTI NEGATIVE RETTIFICATE nella correzione degli errori contabili

In merito al primo quesito, l’Agenzia, effettuate le dovute premesse relative al contesto circoscritto della domanda e della risposta e preso atto del possesso dei requisiti dichiarato dal soggetto richiedente (adozione principio derivazione rafforzata e revisione legale dei conti), ha confermato la piena facoltà di applicare la procedura di semplificazione prevista dall’art. 8 co. 2 del DL 73/2022.

Ha inoltre ribadito come la facoltà di dare rilevanza ai fini fiscali alla correzione degli errori contabili nell’esercizio stesso in cui avviene la correzione sia sempre esercitabile, indipendentemente dalla gravità dell’errore stesso. Diversa è invece la casistica in cui la “posta correttiva” sia un componente negativo di reddito per cui sia già scaduto il termine per la presentazione della dichiarazione integrativa (art. 2 c. 8 d.P.R. n. 322/1998).

Pertanto, ai fini IRES, e analogamente ai fini IRAP e di imposta regionale, la rilevanza fiscale può avvenire per l’intero importo nell’esercizio della correzione.

 

Deducibilità quota capitale del canone di leasing in seguito a correzione di errore contabile

Nel caso particolare dell’interpellante, l’Agenzia ha chiarito esplicitamente come la deduzione nell’esercizio 2022 della quota capitale dei canoni di leasing degli anni precedenti (2019, 2020, 2021), oggetto degli errori contabili corretti, possa avvenire soltanto nei limiti dell’importo che sarebbe stato deducibile in ogni singolo esercizio ai sensi dell’art. 102, c. 7, del TUIR.

“Non può ammettersi la deduzione nell’ambito del periodo d’imposta in cui la correzione avviene di un componente negativo di reddito per un importo maggiore di quello “cristallizato” nel singolo periodo d’imposta interessato dall’errore contabile qualora detto errore non fosse stato commesso”. (Interpello 73 del 21.03.24)

 

Deducibilità interessi passivi del canone di leasing in seguito a correzione di errore contabile

Con riferimento invece agli interessi passivi inclusi nei canoni oggetto di correzione, l’Istituto precisa che essi debbano essere:

  • resi indeducibili ai fini IRAP, come da art. 5 c. 3 Decreto IRAP;
  • dedotti ai fini IRES, nel rispetto delle disposizioni dell’art. 96 TUIR.

 

2.      BASE ACE (AIUTO PER LA CRESCITA ECONOMICA) in seguito alla correzione di errori contabili

Per quanto riguarda invece il quesito relativo all’aggiornamento della base Aiuto alla Crescita Economica (ACE), l’Agenzia chiarisce che le correzioni degli errori contabili sono irrilevanti al fine del calcolo (come da relazione illustrativa al Decreto ACE), pertanto la base ACE dei periodi di imposta interessati dagli errori deve essere comunque calcolata applicando le ordinarie modalità.

 

Conclusione

Concludendo, la correzione di errori contabili non è solo una questione di conformità alle normative contabili, ma ha anche importanti implicazioni fiscali che devono essere valutate e applicate attentamente. Il chiarimento fornito dall’Agenzia delle Entrate costituisce un supporto operativo importante per supportare le aziende nel comprendere e applicare correttamente queste regole per evitare sanzioni e garantire una rappresentazione fedele della posizione finanziaria dell’azienda​​.

 

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